<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Max Vergani, un uomo in blog &#187; li cunti</title>
	<atom:link href="http://www.ladama.org/?feed=rss2&#038;tag=li-cunti" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ladama.org</link>
	<description>teatro, ballate, racconti, pensieri e pensierini scritti in mutande</description>
	<lastBuildDate>Wed, 07 Feb 2024 10:47:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>gobi</title>
		<link>https://www.ladama.org/?p=37</link>
		<comments>https://www.ladama.org/?p=37#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 00:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
				<category><![CDATA[li cunti]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[kathmandu]]></category>
		<category><![CDATA[max]]></category>
		<category><![CDATA[vergani]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ladama.org/?p=37</guid>
		<description><![CDATA[(porca boia.. se un uomo vuole sorridere della vita, lo deve saper fare.. e succede sempre.. sempre che un uomo lo voglia.. e tutto sta nei dettagli di una storia qualunque.. naturalmente) Solo. Nel deserto. All&#8217;ora di punta. Per uno abituato &#8230; <a href="https://www.ladama.org/?p=37">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(porca boia.. se un uomo vuole sorridere della vita, lo deve saper fare.. e succede sempre.. sempre che un uomo lo voglia.. e tutto sta nei dettagli di una storia qualunque.. naturalmente)</p>
<p>Solo. Nel deserto. All&#8217;ora di punta. Per uno abituato come me al traffico della città tentacolare, tanto silenzio è un insulto. Onestamente mi sento a disagio. Non ho alcun punto di riferimento e da qualunque parte mi volti non vedo che sabbia.. Decido di camminare verso il sole. Se non altro mi abbronzerò. Non ho messo la crema.. Mi sto ancora domandando come abbia fatto a trovarmi nel mezzo dei Gobi senza nessuno.. Prima quella cazzo di idea di dividerci per ritrovarci a Kathmandu. Poi la guida che se ne scappa perché &#8220;il territorio è sacro&#8221;, dice. E alla fine il cavallo che decide di tirare le cuoia. A questo punto non so come arriverò a destinazione. E&#8217; probabile che le mie ossa riposeranno per sempre in questo mare di sassi e sabbia. Con quello che ho pagato per il volo..</p>
<p>Cammino da ore sotto un sole infernale. Mi si stanno cuocendo le cervella. Per un istinto di sopravvivenza ho deciso di tagliare a fette l&#8217;orecchio del cavallo e portarmelo nella sacca. Non ho più forze ma non mi voglio fermare. Ho paura di non riuscire a rialzarmi. Il sole è sempre più pesante. Mi sento cadere. Un uomo in sella scende dall&#8217;alto di una duna. E&#8217; lontanissimo. Sembra che si diriga verso di me. Potrebbe essere un miraggio.. Si sente spesso raccontare di miraggi talmente credibili da sembrare reali. A dire il vero non sono neppure sicuro che sopra il cammello.. o un altro cavallo.. ci sia un uomo. E forse non è neppure un cavallo, o un cammello, quella &#8220;cosa&#8221; che viene verso di me. Certo, il noleggio avrà un prezzo diverso.. Mi stropiccio gli occhi e torno a guardare verso l&#8217;orizzonte. Ecco. Vedi. Era un&#8217;allucinazione. Anzi no. Era la fata morgana che me lo aveva nascosto..</p>
<p>Ora, quell&#8221;affare&#8221; è molto più vicino e sembra puntare diritto verso di me. Beh, ci rinuncio. Mi siedo e aspetto. Aspetto qui. Fffff.. sono stufo.. Sarà anche l&#8217;ultima cosa che riesco a fare.. Ebbé, pazienza.. E&#8217; incredibile come siano immense le distanze qui.. E come sia rumoroso il silenzio.. Ho deciso di sdraiarmi e cercare di non pensare più.. Penso..<br />
..<br />
Almeno fino a domani, dai. Ancora una volta..<br />
..<br />
.. Ma arriverà? .. No, perché altrimenti ho uno smart box per la prossima settimana..</p>
<p>.. Occhei.. occhei.. muoio.. cchei..<br />
<em><br />
pssst.. metti la mia ultima foto in feisbuk, per piacere..<br />
..sicuro che gli amici la taggano..</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ladama.org/?feed=rss2&#038;p=37</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>il lettore fantasioso</title>
		<link>https://www.ladama.org/?p=31</link>
		<comments>https://www.ladama.org/?p=31#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 06:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
				<category><![CDATA[li cunti]]></category>
		<category><![CDATA[max]]></category>
		<category><![CDATA[nonsense]]></category>
		<category><![CDATA[vergani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ladama.org/?p=31</guid>
		<description><![CDATA[Correva l’anno 1878 ma, essendo novembre, cominciava ad essere stanco e sfiatato. Eppure qualcosa si muoveva. Francisco Fernando de la Peña Ordonez Blasco Martinez Ibarra, detto Detto, incontrò per caso un suo amico d’infanzia, Orlando Ramirez Martin Vasquez Sanchez Torero &#8230; <a href="https://www.ladama.org/?p=31">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Correva l’anno 1878 ma, essendo novembre, cominciava ad essere stanco e sfiatato. Eppure qualcosa si muoveva. Francisco Fernando de la Peña Ordonez Blasco Martinez Ibarra, detto Detto, incontrò per caso un suo amico d’infanzia, Orlando Ramirez Martin Vasquez Sanchez Torero Torero Olé. Quand’ebbero finito le presentazioni s’era fatto tardi (anche perché i due erano accompagnati dalle rispettive signore e da quattro pargoletti ciascheduno) e così decisero di reincontrarsi al più presto, magari saltando i convenevoli. Comunque era stato un bel momento. Ognuno di loro aveva ripensato ai tempi della scuola, quando la maestra perdeva quasi tutta la prima ora per fare l’appello e quando loro (bricconi!) facevano finta di avere l’otite (ribricconi!) per farsi ripetere i nomi. Eh, bei tempi quelli. Tempi in cui le fragole nascevano spontanee sugli alberi, tempi in cui si parlava si parlava ma non si arrivava mai ad una soluzione, tempi in cui se non stavi attento ti fregavano l’autoradio da sotto l’ascella, tempi in cui l’ascella non si lavava per tenerci incollata l’autoradio, tempi in cui se solo Brooke avesse osato sfiorare la Perla di Labuan sarebbe arrivato Sandokan e gli avrebbe fatto un culo così, tempi in cui Brooke si portava tranquillamente a letto la Perla di Labuan appena finita la puntata, tempi in cui andavano veramente forte i Bee Gees, tempi in cui Antonio Di Pietro chiedeva padende e libbretto, tempi in cui il Milan era in serie b, tempi in cui Den Harrow cantava Catch the fox vestito con una canottiera di rete da pesca e con l’arco in mano correndo in mezzo alla neve, tempi in cui Pippo Baudo presentava Sanremo, tempi in cui nessuno si sarebbe mai sognato che il Ciao Crem sarebbe diventato bicolore, tempi in cui una raccomandazione valeva davvero, tempi in cui i bambini (ma anche i grandi) facevano la pipì appena entrati in piscina.<br />
Forse c’è un po’ di nostalgia in queste parole ma non per questo rimpiango i tempi in cui si poteva parcheggiare in centro, i tempi in cui sulla Svizzera c’era lo Scacciapensieri, i tempi in cui sempre sulla Svizzera c’era il Buzz Fizz Quiz, i tempi in cui sulla Svizzera non c’era nient’altro, i tempi in cui almeno la Svizzera si vedeva, i tempi in cui.<br />
Certo non si può sempre stare a guardare mentre gli altri fanno, o a fardare mentre gli altri guanno, qualche volta bisogna pur agire. Detto questo Piero prese in mano la situazione e voltò a sinistra. Cosa c’è dietro l’angolo? I sogni aiutano a vivere meglio o la vita è un sogno? Mentre si alambiccava il cervello con questi angoscianti interrogativi, Piero decise che la cosa migliore da fare era raccontare una storia. E disse. C’era una volta, in una notte d’estate, una bellissima principessa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ladama.org/?feed=rss2&#038;p=31</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
